Blockchain, la tecnologia delle criptovalute (e non solo)

Cavalchiamo l’onda delle criptovalute, tutti ne parlano, qualcuno sa di cosa si sta parlando ma pochi si chiedono come funzioni, o quanto meno su cosa sono basate (hint. Blockchain).
Perché se tutti sappiamo bene o male come funziona il soldo stampato e come ne avviene l’immissione nel mercato globale forse dovremmo iniziare a chiederci come funzionino realmente queste nuove monete virtuali.

Per parlare di blockchain probabilmente servirebbe un evento dedicato, le peculiarità sono molte e i possibili impieghi anche. Al momento la blockchain è famosa per essere alla base delle cryptovalute, di cui abbiamo il capostipite nell’ormai famoso Bitcoin (BTC), che al momento in cui scriviamo è quotato ad un valore di oltre 18.000 dollari. Attenzione quindi a non confondere mai la blockchain con il bitcoin, quest’ultimo è solo qualcosa che si basa sulla tecnologia.
L’intento dell’articolo non è quindi quello di sviscerare ogni singolo punto, ma quello di dare al lettore, tecnico o semplicemente curioso, un’idea di base del COME funzioni questa tecnologia.

Per alcuni la blockchain rappresenta la nuova rivoluzione: stiamo infatti già passando dall’ internet delle cose (IoT) all’internet delle transazioni, implementando tecniche di fiducia e controllo.
Partiamo dal vedere quali sono i 4 pilastri fondamentali della blockchain:

  • Decentralizzazione
  • Fiducia
  • Trasparenza
  • Immutabilità

Decentralizzazione.

La blockchain si propone come un registro pubblico di transazioni (ledger). L’idea di base è quella di creare un database distribuito presso tutti i partecipanti della rete, in modo che le informazioni che vi vengono salvate non risiedano in un unico luogo, magari controllato da un’organizzazione specifica, ma siano “spalmate” e replicate su quanti più dispositivi possibili. Ed è questo il concetto base di decentralizzazione: non esiste più il concetto “uno a molti” ma, potremmo definirlo più un “molti a molti”.

Fiducia.

E’ proprio la decentralizzazione la vera base del secondo pilastro, la fiducia. Se con un’organizzazione centrale che controlla tutto, il concetto di fiducia è associato ad un solo elemento, con la blockchain questo non esiste più. Con la blockchain nessuno ha modo di modificare l’informazione, perché questa è replicata su tutti i dispositivi che ne fanno parte: ogni eventuale modifica deve essere approvata dalla maggior parte dei membri della rete.
Ed è qui che trova forza il concetto di fiducia: l’informazione che sto vedendo è certificata e valorizzata da tutti gli altri membri del gruppo.

Trasparenza.

Come abbiamo visto nel caso della decentralizzazione sappiamo che la blockchain si presenta come un registro pubblico che raccoglie dati. Senza spendere troppe parole: ogni transazione verrà registrata e ridistribuita sui client, chiunque potrà verificarla pubblicamente e vederne lo stato.

Immutabilità.

La blockchain è quindi un database distribuito di informazioni formato da blocchi, ognuno dei quali include l’hash del blocco precedente, permettendo la loro concatenazione. Il collegamento dei blocchi genera una catena dove ogni blocco addizionale rinforza quelli precedenti.
Se aggiungiamo il fatto che il l’informazione è replicata possiamo affermazione con certezza che l’informazione registrata sarà sempre e solo quella, unica e immodificabile nel tempo. Per modificare l’informazione salvata in modo illegittimo è stato stimato che con tutti i computer del mondo si potrebbero modificare solo gli ultimi 4 blocchi, quindi circa gli ultimi 20 minuti di transazioni. Non impossibile, ma piuttosto improbabile.

Come funziona realmente?

Vediamo quindi come funziona realmente (molto semplicemente) la blockchain nel caso dello scambio di un semplice messaggio.

Blockhain e bitcoin, come funziona ?
Blockhain e bitcoin, come funziona ?

Situazione: A vuole mandare un messaggio a B

  • Vengono create le chiavi crittografiche e vengono applicate al blocco che ora contiene il messaggio
  • Il blocco viene presentato in rete, in modo che i partecipanti possano verificarlo
  • Il blocco viene verificato dai partecipanti alla rete
  • Viene generato un nuovo blocco che contiene la transazione appena verificata
  • La transazione è completa, e se le informazioni sono corrette il blocco viene accodato alla blockchain già esistente, rimane accessibile e pubblico per tutti

Casi di applicazione.

Come accennato in precedenza la blockchain non è utile solo alla base delle cryptovalute, anche se queste sono l’esempio più vicino che abbiamo.

Nel 2016 sono nate oltre 120 startup collegate alla blockchain, finanziate con 1 biliardo di dollari

blockchain startups

Solo in Italia ci sono una decina di macroaree in cui la blockchain potrebbe (e dovrebbe n.d.r.) prendere piede, parliamo di banche e settore finanziario, assicurazioni, pagamenti digitali, made in italy, IoT, sanità e pubblica amministrazione: garantirebbe in tutti questi ambiti la certezza del dato, velocità in eventuali transazioni e fornirebbe un resoconto pubblico del dato interessato.
Immaginate per esempio il Made in Italy: ho un vino, scansiono il QR sull’etichetta che mi restituisce istantaneamente l’informazione sulla certificazione del vino, il produttore, la denominazione e altre informazioni che sono presenti sulla blockchain, e di conseguenza veritiere immutabili.

Chissà se la criptovaluta sarà davvero la moneta del futuro, quel che è certo è che la blockchain potrebbe rappresentare una vera e propria rivoluzione ed essere applicata non solo nel mondo delle transazioni ma anche nell’industria e nella sanità.

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Stefano Conter

Nato nel 1993 ha iniziato a lavorare per BeSafe nel 2013. Scout per 11 anni nel mitico Brescia 5, ha studiato Chimica e Biologia ma la sua vera passione è sempre stata l’ informatica. Smanettone incallito di telefoni con sistema Android e a tratti scrittore per un blog di tecnologia, adora le cianfrusaglie elettroniche e i gadget Geek che raramente riesce a conquistare. Tecnico di fiducia di amici e parenti ne sistema computer e telefoni ed è sempre disponibile a semplificare la vita a chi di tecnologia se ne intende poco. Il suo motto è: “Quando la soluzione non c’è, inventala!”

2 thoughts to “Blockchain, la tecnologia delle criptovalute (e non solo)”

  1. Complimenti per l’articolo sull’argomento, dall’esplosione dei bitcoin è difficile orientarsi. Parlate anche dei wallet, che non si capisce niente!

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