Rinnovare l’infrastruttura informatica – i nostri consigli

Se siete capitati qui probabilmente è perchè vi state informando sulla possibilità di  rinnovare o cambiare l’infrastruttura informatica della vostra azienda.

Vi avranno bombardato con parole come: virtualizzazione, switch, NAS, SAN, iperconvergenza, storage, routing etc..
Qualcuno vi ha detto che è ora di cambiare tutto, o di cambiare i server, o lo storage. Oppure vi stanno proponendo l’iperconvergenza, il cloud. Come affrontiamo queste decisioni che spesso hanno un valore economico di investimento importante ?

Ebbene, quando si parla di rinnovo infrastrutture ancora prima di scegliere una tecnologia e di conseguenza affidarsi ad un partner, conviene fermarsi e ragionare.
Vorrei darvi quindi dei suggerimenti per far sì che un progetto di rinnovo tecnologico sia funzionale, di successo ed economicamente proporzionato alle vostre esigenze.

Relazione iniziale – stato dell’arte

Innanzitutto non si devono mai dimenticare le esigenze operative. Per questo conviene procedere con un’analisi strutturata sulla situazione di partenza. A tal proposito, prima di informarsi su brand e tecnologie, quello che conviene fare è chiedere una relazione sullo stato iniziale della vostra attuale infrastruttura.
Un’azienda informatica seria non dovrebbe cercare di vendervi una marca o un prodotto, dovrebbe invece consigliarvi in base ad una prima analisi della vostra realtà e ad una riunione nella quale ci si confronta sui dati raccolti. I professionisti che producono relazioni e progetti non lavorano gratuitamente, ma c’è da dire che una analisi iniziale ben fatta, con una fotografia seria e completa della propria situazione spesso vale la pena.

Riunione per le esigenze

A questo punto abbiamo in mano una relazione dello stato dell’arte dell’infrastruttura. La relazione coprirà tutti gli ambiti tecnologici; dallo strato di rete fino allo strato applicativo e di protezione. Quasi certamente tale relazione evidenzierà alcune carenze o ambiti sui quali bisognerà intervenire con un intervento di tipo correttivo. Secondariamente, con la direzione e con un analisi a più mani in collaborazione con l’IT, si valuteranno gli interventi di tipo migliorativo in ottica di sviluppo e di tecnologia disponibile sul mercato.

Progettare, progettare, progettare

Solo a questo punto si valutano tecnologie e si affronta una parte progettuale che potrebbe miscelare sia gli interventi correttivi che quelli migliorativi. In questa fase è bene ricordare che l’informatica non è un monoblocco calato dall’alto..le soluzioni si possono tagliare su misura a seconda della realtà che si affronta e il grado tecnologico che si vuole adottare. Attenzione ai trend e alle “mode”, cercate di capire se effettivamente i soldi che andrete ad investire sono giustificati e che non state acquistando “una Ferrari per andare a fare la spesa” o “una cinquecento per correre la 24 ore di Le Mans“. E’ bene ricordare che qualsiasi investimento avrà una durata media di circa 4 anni sul piano puramente tecnologico. Trascorsi i 4 anni, imprenditorialmente parlando, andrebbero fatte delle valutazioni su altre variabili come il costo di supporti e garanzie, la continuità di servizio con hardware obsoleto, il supporto applicativo su piattaforme non più supportate fino ai contributi economici in caso di rinnovo tecnologico. In quest’ottica anche la progettazione deve essere effettuata con criterio, tenendo ben presente che la velocità della tecnologia quasi certamente costringerà a modifiche in corso d’opera sulla realtà progettata, quindi meglio progettare pensando ad un certa flessibilità e scalabilità.

Un successo assicurato

Le soluzioni progettate, e parliamo al plurale, poiché potrebbero esserci diverse soluzioni, andranno affrontate anche a fronte di parametri economici ben precisi. Assicuratevi che il progetto passi quindi attraverso una fase di review e ovviamente cercate di capire se il fattore differenziante è il prezzo.  Se siete tecnici, assicuratevi di arrivare all’ufficio acquisti con un’idea ben precisa di ciò che volete. Ricordatevi che l’obiettivo di un buon ufficio acquisti è far risparmiare l’azienda, non scegliere la soluzione al posto vostro. Ovviamente il vostro ufficio acquisti chiederà offerte analoghe che rispondano ai requisiti di progetto, ma date le dritte giuste per scegliere con chi lavorare. Interrogatevi a questo punto sul lavoro svolto dal partner che vi ha seguito e che vi ha meglio consigliato o quello che più vi trasmette sicurezza. Fattore critico di successo, ancor prima della parte economica è la fase di realizzazione. Il prezzo si può discutere sempre, la professionalità no.

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Maurizio Bertaboni

Nato a Milano, vive da sempre sul lago di Garda. Suona il pianoforte, il basso elettrico e da qualche anno si cimenta con il violino. Si è di recente iscritto a un corso di scultura del legno. Ottiene misteriosamente la maturità classica nonostante dedichi interamente le sue giornate al PC, trascurando gli amici Seneca e Cicerone. Nel 1999 si avvicina al mondo Linux, nel 2000 incontra i Macintosh, diventa web designer e infine sistemista. Nel 2006 decide di mettersi in proprio come consulente in ambito enterprise, scoprendosi, ogni giorno di più, programmatore. Dal 2010 è in BeSafe in qualità di socio, dove si butta a capofitto nella programmazione sicura (in ambienti opensource) legata all’erogazione di servizi. Da sempre appassionato di retrocomputing e modding, si sente l’"hacker del gruppo"

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